| FOTOGRAFFIARE |
World Press Photo Contest
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Sei mani che si articolano in differenti modi, come se ad ognuno corrisponda un linguaggio proprio, una comunicazione autonoma. O forse sono movimenti delle dita colti in una involontaria sequenza; tutti compiono lo stesso gesto, ma in tempi diversi. La bellezza (anche se si intuisce una realtà drammatica) sta proprio nei gesti differenti di una situazione identica. Le persone sono lì per uno stesso motivo, e le mani sembrano una risposta a qualcosa. Forse è questo ciò che viene chiamato il "ritmo"; senza sfocare l'immagine. Il braccio in orizzontale, con la mano semiaperta, è una linea di raccordo con le braccia in verticale, e la composizione si placa in un equilibrio. L'inquadratura taglia i volti come a dar loro poco importanza. Contano di più i gesti, quel parlare articolato delle dita che fa dire, anche senza parole: "sono qua, guardami, considerami, prestami attenzione, scegli me, ne ho bisogno più degli altri".
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| Il
celebre sarto francese (nato ad Orano, Algeria, nel 1936), è andato
in pensione. Non senza polemiche con il suo mondo che, a suo dire, badava
troppo al business e poco alla bellezza, all'eleganza. Ad un tavolo imbandito al pari di una rievocazione luigiquindici, il sarto fissa l'obiettivo della macchina con sguardo rattristato. Come tutti gli addii c'è malinconia nell'aria Credo che YSL sia stato il più raffinato degli stilisti. L'unico artista è stato Capucci. Parere personale. L'ambiente (è riduttivo chiamarlo "ristorante") ha luci soffuse e serve un flash per far scintillare il servizio da tavola. Ori e argenti, ceramiche e smalti. Di sicuro serviranno prelibatezze, salate solo nel conto. A pochi metri, in un'altra avenue, forse un bravo travet festeggia il suo addio all'azienda, con una penna dorata in mano, regalo amorevole dei colleghi, ormai ex. Il mondo non ha gli stessi addii, ci si saluta diversamente in un mondo pieno di classi (che non è la classe auspicata dal bravo sarto algerino emigrato in Francia, dal cognome di santo). |
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Terremoto
del 23 giugno 2002, provincia di Qarvin, Iran. Un ragazzo piange; sotto
quelle macerie c'è suo padre. mdn |